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La pietra e l'uomo

La pietra e l'uomo

Oltre ai dammusi

Le prime popolazioni che hanno abitato l’isola in tempi antichi, hanno saputo utilizzare ingegneristicamente la materia prima di cui è composta: la pietra.
Ci sono pervenuti, così, veri e propri gioielli monumentali, come i famosi dammusi, ma non solo. Per esempio, l’abilità edilizia nonché le capacità costruttive dei primi insediamenti umani panteschi sono testimoniate dai “Sesi”, monumenti funebri di forma ellittica, alti quasi sei metri in totale e caratterizzati da tre piani a differenti altezze. Costruiti con la tecnica di muratura a “casciata”, la forma può essere a cupola o a tronco di cono. Possono avere numerosi ingressi (anche fino a una decina) che permettono di accedervi a carponi, attraverso un lungo corridoio –il più lungo misura sette metri-, che consente di entrare nelle celle. In ogni cella veniva adagiato il defunto in posizione rannicchiata, con il capo rivolto a occidente. A poca distanza dalla città dei morti, il Villaggio di Cimilla (Cala dell’alga) è protetto da una cinta muraria fortificata che desta stupore se si pensa che la popolazione primitiva non aveva strumenti adeguati. E ancora, si può attribuire all’opera dei Fenici la costruzione di un calidarium, cioè di una stufa (detta di Kazen), dono della natura per l’emanazione dei vapori che la mano dell’uomo ha saputo imprigionare costruendo due camere sotterranee con diversa architettura, con la tecnica dei muri a secco.



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