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Il Faro di Capo Grosso
Il Faro di Capo Grosso

Il Faro di Capo Grosso

Il fascino intramontabile della “sentinella del mare”

Il faro primitivo era quasi sicuramente niente altro che un falò fiammeggiante sull’alto di Capo Grosso. La costruzione del Faro risale al 1858.
Il Faro di Capo Grosso è costituito da un’ottica rotante, con più pannelli ottici, la rotazione avviene su cuscinetti posti attorno alla sorgente a luce fissa, regolata da un sistema meccanico di ingranaggi azionato da un peso motore che scende lungo la torre del Faro.

L’altezza del punto luce è di metri 68,5 dal livello del mare, la portata nominale della luce è di 34 miglia, la portata geografica è di 21 miglia, è visibile da 32° a 331°, il numero nazionale del Faro è – 3124, il numero internazionale è – E 1962.

Per l’illuminazione delle coste sono stati impiegati prima olio vegetale, poi olio minerale, paraffina, l’arco voltaico, i gas compressi, il petrolio, l’incandescenza elettrica a filamento. Oggi sono le lampade alogene, a scariche di xeno, con potenza di migliaia di watt.
Gli antichi apparati sono stati sostituiti da impianti automatizzati e l’evoluzione tecnologica con l’introduzione di moderni sistemi satellitari ha determinato l’allontanamento della figura professionale veramente caratteristica del “Guardiano del Faro”.

Tuttavia il Faro mantiene il suo antico fascino, suscitando da sempre suggestione e mistero, evocando spesso un senso di libertà e di solitudine ma anche il sogno di una vita a contatto con la natura.



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